L’epopea dei Normanni in Italia meridionale e in Sicilia (sec XI / XII)

La straordinaria epopea dei Normanni in Italia

Per le sue dimensioni, per alcune geniali strategie, il Regno Normanno d’Italia poteva diventare un terzo Impero, poich‚ minacciava sia il Bizantino, sia il Romano Germanico. La storia ne ha deciso diversamente, e possiamo capire la ragione del fallimento politico dei Normanni d’Italia nell’evocare una serie di situazioni e di personaggi che hanno vanificato il sogno. Tale sconfitta ha mobilitato le forze di paesi ben pił forti del Regno Normanno, ha provocato delle alleanze diplomatiche, prefigurazione della nozione moderna di superpotenza, aperto delle divisioni in seno alla Chiesa Latina e tra i suoi sostenitori. Ed č proprio dal terreno religioso che possiamo capire sia venuta maggiormente l’unanime ostilitą che non avrebbe avuto tregua se non con la sottomissione dei Normanni ai delicati equilibri sociopolitici che stavano minacciando, con una sorprendente ingenuitą.

Un sogno di pace in un’epoca di guerra.

Partendo dai fratelli de la Quarelle, pellegrini di ritorno dalla Terra Santa nel 1028, l’opera copre tutto il periodo Normanno, fino alla commovente figura di Tancredi di Lecce nel 1194. Il racconto della storia dei Normanni d’Italia sembra un romanzo di cappa e di spada. Il ritmo č mozzafiato, con ininterrotte sorprese, capovolgimenti, tradimenti e passionali storie di corte e d’amore, con mille insidie, la genialitą di alcuni personaggi, la fellonia di tanti altri. La scansione degli eventi č data dalle battaglie, da passi della vita a corte, dalle sommosse popolari. L’atmosfera č quella di un mondo variopinto tra Musulmani, Ebrei, Cristiani d’Oriente, Ortodossi, Cristiani Romani, in un’irrepetibile commistione che ha fortunatamente lasciato un segno tutt’oggi visibile nell’architettura sacra e nobiliare, e una certa influenza nell’urbanismo e nelle scelte artistiche dei secoli successivi.

Castelli e chiese Normanni di Sicilia ancora qui a testimoniare

La cultura arabo-bizantino-Normanna, ridotta oggi alla sola architettura, ma che risuonava allora nei mercati, nelle attivitą artigianali, in quelle portuali e della pubblica amministrazione, urtava le sensibilitą sia nel mondo Cristiano impegnato sin dal 1080, in modo diametralmente opposto, nella Crociata, detta Santa addirittura, sia nel mondo Musulmano, entrambi impossibilitati a capire questo mondo Normanno d’Italia e maggiormente di Sicilia, isola felice impegnata a costruire l’intesa tra i monoteismi che precisamente non si voleva ai vertici, nč in Vaticano, nč ad Aachen (Aix la Chapelle), nč a Costantinopoli, e nemmeno a Damasco. La realtą non č quella della magnanima eccezione Normanna troppo spesso evocata, la tolleranza religiosa, come se fosse solo un fatto di apertura mentale e culturale.

Se il resto del mondo ha percepito il pericolo del tentativo Normanno, č proprio perch‚ era davvero una minaccia assoluta per lo strapotere delle Chiese interessate in questo periodo che le vede tutte alle prese con dei gravi problemi tanto all’interno quanto all’esterno. In effetti, il geniale montaggio Normanno č consistito ad elargire la libertą di culto alle rispettive comunitą, nel rispetto delle loro specificitą, indicizzandola per• a delle condizioni giudiziali ben precise.

Questo aggiunto alla traduzione in latino dei testi di riferimento delle comunitą Musulmane ed Ebraiche, il loro commento con le loro elite intellettuali, ospiti a corte e spesso investiti di cariche pubbliche, ha creato questa eccezione che ancora oggi merita tutta la nostra ammirazione. E non č un caso se precisamente l’essenziale di quanto oggi porta testimonianza del brevissimo dominio Normanno (circa novant’anni, tra il 1101 e il 1194), sono precisamente i luoghi di culto ispirati a questa rivoluzionaria filosofia.

Come se la posteritą, e in particolar modo la Chiesa Spagnola, espressione del trionfo Cristiano della Crociata che diventa con loro infinita, avesse voluto lasciare integra la prova fisica dell’offesa Normanna alla coscienza cristiana. Sarebbe stato cosi semplice distruggerle all’ora della Santa Inquisizione!


Animali, Siciliani pure loro !

la mascotte di Monreale, sul parcheggio che i commercianti trasformano in una simpatica agora. Il cane veste le colori del Palermo solo quando..gioca da cane!

Passavo e il cane mi guardava dall’alto del suo balcone. E la fatica era troppa, cosi ha provveduto subito !

Questi due mi sono rimasti nel cuore perché ogni loro mossa era coreografica, due ballerini sincronizzati. Stanno aspettando il padrone che compra il pane.

Erano tutto nella Sicilia vissuta fino agli anni 60. Sembra che adesso, grazie al turismo, alcune iniziative per dare agli asini un futuro si siano fatto strada.

Il grande aiuto della cavalla durante la mietitura, quando è calma con il puledro accanto a lei che non la lascia mai. I primi migranti negli USA non erano destinati alle fabbriche del Nord, bensì al Sud ove il cavallo era come qui uno stile di vita. Cotone, maiali erano i lavori pesanti per i meno preparati, ma l’amore del cavallo era una lingua in comune.

Bella vero ? è solo un riposino vicino al ristorante…pieno di pesci !

I due cani di quartiere al Teatro Massimo, colti in uno raro momento di pace perché sono d’ordinario del tipo vivace !


Valerio Villareale e sua scuola (1773-1854)

Valerio Villareale nasce a Palermo nel 1773. Fu allievo del Velasco, e alcune note biografiche fanno menzione dell’interesse di un architetto francese, Leon Dufourny, creatore di alcune palazzine nell’Orto botanico di Palermo. Essendo viceré il Caramanico, passa un triennio a Napoli durante il quale gli si presenta l’occasione di ritrarre i reali.

Nel 1797, avvicina a Roma il Canova, la cui influenza sarà evidente in tante opere. Villareale sarà scultore di corte per Gioacchino Murat, re di Napoli. Il 1815 segna il ritorno a Palermo, ove egli diventa direttore delle Belle Arti e professore di scultura presso la Regia Università. Dobbiamo a Villareale ed alla sua scuola numerosi busti, bassi rilievi e monumenti funerari. E’ lo scultore di Giovanni Meli, poeta Siciliano caro al mio cuore perché come me vissuto a Cinisi.

Nella Cattedrale di Palermo, sono opere del Villareale i bassorilievi nella Cappella di Santa Rosalia (1830). Villareale a Palermo: Galleria d’arte moderna (sant’Anna), chiesa di San Domenico, Cattedrale, chiesa S. Francesco di Paola, Grand hotel et des Palmes. E’ deceduto nel 1854.


Luca Caviezel, il Maestro del gelato

Luca Caviezel, dopo aver compiuto i suoi studi superiori in Svizzera, si specializza in chimica alimentare frequentando dapprima il laboratorio di analisi cantonale di Coira ed esercitando poi la professione presso laboratori di analisi e di ricerche di importanti aziende nel suo Paese. Rientrando in Italia dopo il conflitto mondiale, diventa responsabile della produzione presso l’azienda paterna “Pasticceria Svizzera A.caviezel & C.” in Catania.

L’attività nata nel l914, avendo superato ben due conflitti mondiali, necessita di nuove forze. Quattro fratelli ed una sorella si prodigano a rilanciare un’azienda che aveva dato lustro alla città facendo conoscere ai catanesi la pasticceria mitteleuropea. La pasticceria tipica siciliana non conosce infatti né il burro né la panna; il grasso tipico era la sugna.

L’azienda rifiorisce subito con un ristorante e tre negozi di pasticceria, gelateria e gastronomia, nel cui laboratorio operano ben 72 addetti. Si produce di tutto: dalla pasticceria classica alla dolceria tipica siciliana, alla biscotteria, dalla gelateria alla confetteria e pralineria, dalla frutta candita alle caramelle, dalla gastronomia alla cucina, dalla ristorazione al banqueting. Gestisce inoltre la gelateria “Igloo” sempre a Catania. Da oltre 4 O anni è docente di tecnica e tecnologia della gelateria ed esperto in formazione professionale.

E’ stato uno dei primi docenti dei Corsi di aggiornamento per gelatieri organizzati dal Comitato Nazionale dei Gelatieri; in uno di questi Corsi, svolto al CAPAC di Mlilano dall’ 8 al 19 Febbraio 1971 sul tema “La formulazione ottimale delle ricette attraverso l’analisi qualitative del gelato”, Luca Caviezel introduce per la prima volta in Italia la tecnica del ”bilanciamento degli ingredienti” nella formulazione delle ricette. Si occupa inoltre di formazione professionale e di consulenze tecniche sia in Italia che all’estero.

Ha pubblicato con Chiriotti Editori “Scienza e Tecnologia del Gelato Artigianale” (1986), “Scienza e Tecnologia del Semifreddo artigianale” (1992), “Scienza e Tecnologia di Sorbetti, Granite e Dintorni” (2002) ed il “Dizionario di Scienza e Tecnologia del Gelato Artigianale” (2006). E’ collaboratore autorevole di “Pasticceria Internazionale” e di altre testate europee, oltre che dell’lstituto dell’Enciclopedia Treccani di Roma.

Nel 2006, l’Accademia nazionale dei Maestri Pasticceri (AMPI) in simposio a Palermo premia la sua straordinaria carriera.


Visite “Palermo svelata”

“Palermo svelata” é innanzitutto accoglienza, uno stile, conviviale e volentieri gioioso poiché la cultura avvicina gli esseri umani e da loro una qualità di vita che alla noia non si addice. Una visita guidata per noi consiste nel condividere delle emozioni, non solo un sapere. Palermo è ricchissima da questo punto di vista. Cosi non manchiamo mai di alternare le visite più “corpose” alla scoperta dei mercati o dei vicoli nei rioni popolari.

Proponiamo due programmi base di scoperta del centro storico, una di mezza giornata, l’altra per la giornata intera.

Palermo permette tuttavia tanti percorsi di scoperta tematica. Il visitatore più esigente o specializzato può cosi seguirci alla scoperta del mondo Normanno, o sulle trace della comunità Ebraica prima della sua cacciata..
Trattiamo il tema sensibile della Mafia nei luoghi che ne hanno deciso la nascita ed l’inesorabile prosperare…

Possiamo guidare sotto il profilo dell’architettura, della storia dell’Arte o/e di quella delle religioni…

Le tradizioni, usanze e particolarismi sono un’altra linea guida che porta alla cucina come al teatro dei Pupi o ancora alle processioni… Proponiamo quindi delle lezioni di cucina e delle degustazioni di vino e olio e dolci della tradizione. Cosi come invitiamo il visitatore nei periodi propizi dell’anno ad avvicinarsi alle manifestazioni culturali, religiosi e popolari che scandiscono il tempo dei mandamenti e rioni…